I malanni che pesano sul cuore
Studiando le condizioni e le malattie che favoriscono l’insorgenza dei disturbi cardiocerebrovascolari si osserva che in molti casi sono in rapido aumento.
La salute cardiovascolare dei cittadini europei potrebbe migliorare anche indirettamente se si diffondessero maggiormente le abitudini di vita sane,che tuttora faticano ad affermarsi in Europa. Oltre ai vantaggi diretti, infatti, si avrebbero vantaggi indiretti sulle condizioni che contribuiscono ad aumentare il rischio cardiovascolare, come pressione alta, alti livelli di colesterolo nel sangue, diabete, sovrappeso e obesità.
In tutti i casi, infatti, si tratta di condizioni che potrebbero tutte essere forse evitate, e certamente tenute meglio sotto controllo, con una maggiore attenzione a dieta ed esercizio fisico. I dati sottolineano, per esempio, che i diabetici hanno un rischio tre volte maggiore di andare incontro a un attacco di cuore rispetto a chi è in buona salute. La malattia è sempre più diffusa nel vecchio continente, soprattutto nei Paesi dell’est e del centro Europa, anche a causa delle abitudini alimentari scorrette e della vita troppo sedentaria.
Anche le previsioni per il futuro non sono certo rosee. In Italia, secondo i dati diffusi dall’Istat, nel 2006 la percentuale di diabetici ha raggiunto il 4,5% della popolazione (4,6% delle donne e 4,3% degli uomini). Nel 1999-2000 la percentuale si era fermata al 3,7%.
CRESCONO NEL CONTINENTE DIABETE E SOVRAPPESO
L’aumento costante di persone affette da diabete va di pari passo all’aumento del numero di persone obese o in soprappeso. L’eccesso di peso, infatti, ha ormai assunto i caratteri di vera e propria epidemia in molti Paesi europei e costituisce un fattore di rischio non solo per le malattie cardiovascolari, ma anche per il diabete. Ma il dato più allarmante riguarda l’obesità nei bambini: percentuali sempre crescenti di bambini di età compresa tra i 5 e i 17 anni sono in sovrappeso in Europa e l’Italia, assieme a Spagna e Gran Bretagna, detiene il titolo di nazione europea con il più alto numero di bambini obesi.
Confermano questo dato anche i risultati di “Okkio alla salute”, progetto italiano nato con lo scopo di valutare le abitudini alimentari e l’attività fisica nei bambini delle scuole primarie (6-10 anni). L’indagine ha coinvolto poco meno di 46.000 alunni della terza classe della scuola primaria (8 anni) e ha rivelato che il 23,6% dei bambini italiani è in soprappeso e un altro 12,3% è a tutti gli effetti obeso.
CATTIVE ABITUDINI FIN DALLA PRIMA INFANZIA
Questa situazione è legata alle abitudini di vita dei più giovani: per esempio, molti bambini (11%) non fanno colazione o la fanno in maniera sbagliata (28%) e non mangiano sufficiente frutta e verdura. Dal punto di vista dell’esercizio fisico le cose non vanno meglio, dal momento che solo un bambino su 10 svolge attività fisica come raccomandato per la sua età, e la metà dei piccoli italiani passa oltre 2 ore al giorno davanti alla tv o ai videogiochi.
La situazione è resa ancor più complessa dal fatto che quasi la metà dei genitori di bimbi in sovrappeso non si rende conto del fatto che il loro figlio ha un peso eccessivo rispetto all’età e all’altezza.
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