Il sale negli alimenti
Serve un nuovo equilibrio.È un ottimo insaporitore e un eccellente conservante degli alimenti: per questo è spesso usato in eccesso, contribuendo all’ipertensione. Controllarsi in cucina è importante, ma per limitarne efficacemente il consumo occorre anche selezionare con attenzione i cibi precotti.
Oltre l’apparenza.
La saggezza popolare ricorda con un gran numero di modi di dire che non bisogna fermarsi all’apparenza delle cose. Nelcaso del sale presente negli alimenti, questo può richiedere un piccolo sforzo, perché il contenuto di sale nei cibi precotti non è sempre facile da ricostruire sulla base dell’indicazione presente in etichetta, che di norma si riferisce al solo sodio.
Questo articolo punta il suo stetoscopio sull’ipertensione, in occasione della giornata mondiale dedicata a questo importantissimo fattore di rischio per la salute cardiocerebrovascolare, e appunto sul sale di origine alimentare, mettendo in guardia in particolare nei confronti dei cibi preparati industrialmente.
Ma l’invito ad andare oltre le apparenze vale anche per le raccomandazioni in tema di “pancetta”: occorre tenere il grasso addominale
sotto controllo – è bene ribadirlo ancora una volta – soprattutto perché costituisce un pericolo per la salute del cuore.
Se poi se ne giova anche l’apparenza, e con essa la soddisfazione di guardarsi allo specchio, tanto meglio.
LO STETOSCOPIO SU... IPERTENSIONE
Se è bassa non va bene e troppo alta può uccidere.
L’ipertensione arteriosa è il maggiore fattore di rischio per cuore, vasi e cervello.
“Sale e pressione alta: due killer silenziosi”.
La Quinta Giornata mondiale dell’ipertensione è stata accompagnata da questo slogan piuttosto forte, che rende bene l’idea dei rischi a cui si va incontro a causa di livelli di pressione del sangue troppo alti, spesso legati anche a un eccessivo consumo di sale.
La Quinta Giornata mondiale dell’ipertensione è stata accompagnata da questo slogan piuttosto forte, che rende bene l’idea dei rischi a cui si va incontro a causa di livelli di pressione del sangue troppo alti, spesso legati anche a un eccessivo consumo di sale.
Per la quinta edizione della giornata, organizzata dalla lega mondiale per l’ipertensione (World Hypertension League) è stato scelto il 17maggio, una domenica tutta dedicata all’informazione e alla prevenzione, che ha unito molti Paesi del mondo compresa l'Italia nella lotta contro quella che può essere definita un’epidemia mondiale.
UN PO’ DI CHIAREZZA
L’ipertensione, cioè una pressione arteriosa superiore o uguale a 140 mmHg/90 mmHg, non è una malattia di per sè, ma rappresenta il più importante fattore di rischio per molte patologie, soprattutto cardiocerebrovascolari, ed è estremamente pericolosa per reni e cervello.
Le cause non sono ancora del tutto note e solo in un caso su 20 (il 5% circa) possono essere individuate in modo preciso; per tutti gli altri si parla di ipertensione essenziale o idiopatica, due termini che di fatto nascondono l’incapacità di definire con ragionevole certezza le ragioni degli aumenti di pressione.
Ma se l’ipertensione non è una malattia, ci si potrebbe chiedere che senso ha curarla con farmaci o modificando le proprie abitudini di vita.
La risposta è semplice: anche se in maniera indiretta, la pressione alta è responsabile di molti decessi: gli esperti ritengono che riportando la pressione nella norma è possibile ridurre il rischio di ictus del 35-40% e quello di infarto del miocardio del 20-25%.
Il rischio di insufficienza cardiaca viene addirittura dimezzato.
A lungo andare, inoltre, l’ipertensione provoca gravi danni ai reni che in alcuni casi devono essere sostituiti con un trapianto o almeno “aiutati” con la dialisi.
Il rischio di insufficienza cardiaca viene addirittura dimezzato.
A lungo andare, inoltre, l’ipertensione provoca gravi danni ai reni che in alcuni casi devono essere sostituiti con un trapianto o almeno “aiutati” con la dialisi.
COME TENERLA A BADA
La pressione alta è molto pericolosa, ma non serve allarmarsi dal momento che oggi esistono molti strumenti efficaci per abbassare i valori troppo elevati. Il primo passo che deve compiere un iperteso – o chi ha una storia familiare che lascia prevedere che possa diventarlo – va senza dubbio nella direzione di uno stile di vita corretto (più esercizio fisico, diminuzione del peso corporeo e grande attenzione all’alimentazione e in particolar modo al consumo di sale).
I benefici di questo nuovo stile di vita si fanno sentire anche su molti altri aspetti dalla salute e non solo sulla pressione arteriosa.
UN NEMICO DA STANARE
I benefici di questo nuovo stile di vita si fanno sentire anche su molti altri aspetti dalla salute e non solo sulla pressione arteriosa.
UN NEMICO DA STANARE
L’ipertensione può essere definita a pieno titolo un’epidemia mondiale: molti milioni di persone ne soffrono, senza contare l’esercito di quelle che non sanno di avere la pressione alta. Molto spesso infatti chi è iperteso non presenta particolari sintomi e si accorge del problema per caso, magari nel corso di un controllo per un’altra patologia, oppure quando ormai la situazione è degenerata e cuore,
reni o altri organi hanno già subito dei danni.
Proprio per il fatto di essere “nascosta” l’ipertensione spesso non viene trattata nel modo migliore: secondo le stime solo il 12% degli ipertesi è curato in modo adeguato. L’Italia non è immune da questa particolare epidemia che nel nostro Paese interessa circa il 30% della popolazione e contribuisce a causare circa 240.000 morti ogni anno. (dati Istat)
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